LA SICILIA AI SICILIANI
LA SICILIA AI SICILIANI (Niscemi come ferita, come simbolo, come verità) Sono stato a Niscemi due volte. Non da cronista, non da esperto, ma da figlio di questa terra. Da militante, sì, ma prima ancora da siciliano. E quando metti piede a Niscemi capisci subito che non sei davanti a una “questione tecnica”, bensì a una violenza storica. Nel cuore della Sughereta — un bosco antico, resistente, mediterraneo — è stato piantato un mostro di metallo e onde invisibili. Non un’opera pubblica, non un’infrastruttura per il popolo, ma un ingranaggio di guerra. Il MUOS. Tre grandi parabole bianche, irreali, come occhi senza palpebre puntati sul mondo. Da lì passano gli ordini, i segnali, le coordinate della morte telecomandata. Droni che partono, colpiscono, cancellano vite a migliaia di chilometri di distanza. E mentre altrove piovono missili, qui piovono onde elettromagnetiche. L’invisibile che uccide Il MUOS non fa rumore. Non esplode. Non sanguina. Ed è proprio per questo che è pi...